Bonus revisione auto: cos’è e come richiederlo

Già dalla fine dello scorso anno erano iniziate a circolare le voci su un possibile aumento del 22% del costo della revisione auto. Aumento reso poi ufficiale da un decreto dello scorso agosto, grazie al quale si è scoperto sia che il rincaro in questione entrerà in vigore a partire dall’ormai prossimo 1° novembre 2021 sia che, per mitigare tal provvedimento, è stata prevista in bilancio l’erogazione del cosiddetto “bonus veicoli sicuri”, meglio noto come “bonus revisione auto”.

Oggi, grazie al decreto del MIMS 24 settembre 2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale siamo finalmente a conoscenza delle esatte “Modalità di concessione del contributo per la revisione dei veicoli a motore (cosiddetto bonus veicoli sicuri)”. Ma prima di approfondire i vari passaggi necessari a richiedere quest’agevolazione statale, meglio sottolineare – per chi non lo sapesse – in cosa consiste il “bonus revisione auto”.

Cos’è

In particolare il contributo in questione è:

  • valido per i proprietari di veicoli a motore che, appunto, dal 1° novembre 2021 e nei successivi 3 anni, sottopongono il proprio veicolo alle operazioni di revisione presso le officine e i centri autorizzati;
  • riconosciuto per un solo veicolo e per una sola volta;
  • erogato mediante rimborso di un importo di 9,95 euro (ossia l’equivalente dell’adeguamento della tariffa Istat che era ferma dal 2007);
  • assegnato secondo l’ordine temporale di ricezione delle richieste fino a esaurimento risorse (4 milioni di euro per ciascun anno, probabilmente insufficienti a coprire tutte le richieste).

Come richiederlo

Ora che si è ribadito di cosa si tratta ecco gli step da compiere il prima possibile per sperare di ricevere il “bonus revisione auto”:

  1. collegarsi e registrarsi – mediante SPID, carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS) – alla piattaforma digitale che sarà attiva entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del decreto (22 ottobre-21 dicembre);
  2. riportare nella domanda il numero di targa del veicolo già revisionato e intestato al richiedente o alla società di cui quest’ultimo risulterà incaricato;
  3. inserire la data dell’operazione di revisione, i dati del conto corrente (codice IBAN per l’accredito del rimborso, nome e cognome dell’intestatario o cointestatario del conto – che deve necessariamente coincidere con il richiedente o con la denominazione sociale della società) e l’indirizzo e-mail per eventuali comunicazioni correlate.

A questo punto, la piattaforma rilascerà una ricevuta di quanto presentato nell’area riservata dell’utente e il MIMS, avvalendosi della società informatica SOGEI, procederà alla verifica della validità e correttezza di tutti i dati inseriti attraverso il collegamento sia con l’anagrafe tributaria che con il centro elaborazione dati (CED) istituito presso la direzione generale della Motorizzazione civile.

Se le verifiche vanno a buon fine la CONSAP, a cui spetta la gestione delle liquidazioni dei contributi richiesti, provvederà a effettuare il rimborso, fin quando i fondi preposti saranno ancora disponibili.

E i centri di revisione?

Infine è bene specificare che i centri di revisione autorizzati non hanno alcun ruolo attivo nell’assegnazione del bonus (se non quello, come da prassi, di trasmettere i dati al CED della Motorizzazione). La richiesta è infatti completamente a carico dell’intestatario del veicolo.

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial