Automotive e pandemia: cos’è cambiato

Ormai è passato oltre un anno dall’inizio della pandemia da Covid-19 e con la diffusione dei vaccini sembrerebbe che l’uomo stia iniziando a combattere sempre più efficacemente questo nemico invisibile. Dunque è forse giunto il tempo di fare un bilancio su quanto questa emergenza abbia modificato le abitudini di noi tutti al punto da portare come conseguenza sia alcune problematiche, sia nuove opportunità da cogliere al volo. Il tutto, naturalmente, per quel che riguarda il nostro settore d’interesse, ossia l’automotive.

In base a dati raccolti di recenti (grazie ad esempio alle indagini svolte da AutoScout24, Areté e Trendforce) risultano chiaramente in atto diverse tendenze. Ecco quali.    

L’auto è ormai un bene irrinunciabile

Rispetto al 2020, nel 2021 7 italiani su 10 desiderano di comprare una nuova auto (sempre più spesso elettrica). Complice anche il timore del contagio, infatti, tal desiderio non include più solo i “fedelissimi” che non rinuncerebbero al proprio veicolo per spostarsi, ma anche molte delle persone normalmente abituate a prendere i mezzi pubblici di trasporto che, per sentirsi più sicure in questo periodo d’emergenza, si sono avvicinate all’uso di un veicolo privato al punto da non volerlo abbandonare, ormai pienamente consapevoli della maggiore comodità e autonomia che ciò comporta.

Positive le intenzioni di spesa

Sulla scia dei segnali positivi che provengono dai dati sull’andamento della pandemia (con contagi e ospedalizzazioni in calo in tutta Italia), si respira in questi giorni un’aria più distesa e inizia a circolare la convinzione, più o meno generalizzata, che il ritorno alla normalità e la ripresa economica siano davvero vicini.

Ciò avrebbe portato a un miglioramento delle intenzioni di spesa, soprattutto per quanto riguarda i budget più bassi (rimasti pressoché invariati). Di conseguenza si è potuto osservare un aumento dei contatti diretti con i rivenditori, cresciuti al 39% (6 punti in più rispetto al 2020).

Digitalizzazione

Il dilagare di restrizioni e smart-working ha inevitabilmente contribuito ad intensificare l’uso del digitale sotto forma sia di social sia di navigazione su internet. Dunque:

  • passiamo più tempo a ricercare online l’auto giusta, personalizzandola, visionando il prospetto finale, tenendo d’occhio le offerte, comparando prezzi e arrivando persino a comprarla (a favore dell’online transaction il 59% vs il 52% nel 2020);
  • chiediamo pareri agli addetti ai lavori anche tramite piattaforme audio-video;
  • riceviamo comunicazioni di settore anche via Whatsapp seppur la stampa rimane una gran risorsa per l’approfondimento garantendo una lettura temporanea (meno istantanea).

La crisi dei chip

D’altra parte l’intensificazione dell’utilizzo del digitale ha portato a un esponenziale aumento della domanda in campo elettronico, la quale ha superato di gran lunga la capacità produttiva mondiale generando non solo un’impennata dei prezzi ma anche una vera e propria crisi. 

In particolare nel settore automotive iniziano a scarseggiare microchip e semiconduttori. E per cercare di “tamponare” a tal carenza, sono molte le Case (come ad esempio la Renault e la Nissan) che hanno deciso di cancellare alcuni optional tecnologici dalle loro auto, nella speranza comunque che la situazione si risolva il prima possibile.

Commento (1)

  • Stop alle proroghe di revisioni auto, non di patenti e fogli rosa - Reweicoli| 30/07/2021

    […] anche in risposta alle polemiche e alle preoccupazioni sollevate dagli operatori del settore automotive i quali, nel corso dell’ultimo anno, hanno più volte allertato sulla questione sicurezza […]

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