Nuova proroga revisione auto: alcune eventualità da non sottovalutare

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Se, nel precedente articolo, l’ultima proroga europea di patenti e revisioni auto era ancora una vaga possibilità, oggi – o, meglio ancora, dal 4 marzo – essa è divenuta una realtà con cui Centri di Revisione, aziende del settore automotive e cittadini italiani automuniti devono necessariamente fare i conti.

Inutile sottolineare quanto la situazione sia delicata. E non solo per una questione economica, ma anche, soprattutto, per le conseguenze su strada che il continuo rimando dei controlli periodici dello stato dei veicoli inevitabilmente comporta.

Ecco allora alcune eventualità da non sottovalutare se si decide di attendere i nuovi termini di scadenza di revisione.

1. Sicurezza

La prima e, di certo, anche la più rilevante motivazione che dovrebbe portare ogni singolo automobilista a non volere rimandare la revisione è la sicurezza.

Tutti, infatti, dovrebbero essere appieno coscienti del fatto che una proroga non potrà mai e poi mai stabilire se il proprio veicolo sia o meno sicuro. E viaggiare con un mezzo non dichiarato periodicamente conforme dal proprio Centro di riferimento vuol dire mettere potenzialmente in pericolo la propria vita e quella degli altri.

2. Rischio di rivalsa RCA

In caso di sinistro stradale con revisione scaduta se si ha torto, la compagnia assicurativa risarcirà in ogni caso il danneggiato, ma si potrà essere esposti al cosiddetto rischio di rivalsa (integrale o parziale a seconda della polizza sottoscritta).

In pratica l’assicurazione, dopo avere erogato il risarcimento a chi ha subito l’incidente, si riprende i soldi attingendo al patrimonio del cliente che ha commesso il sinistro, a meno che non si abbia nel contratto una clausola di rinuncia alla rivalsa che copra anche il caso di revisione scaduta.

L’RCA potrebbe avvalersi di questo diritto se la revisione naturalmente scaduta è stata straordinariamente prorogata per via della pandemia da COVID-19?

3. Rischio multe

Altro rischio è quello di ritrovarsi multato (con sanzioni che vanno dai 173 ai 694 euro) o per mano di forze dell’ordine o, ancor più probabilmente, per mezzo di tutor con sistemi non aggiornati sulle proroghe vigenti.

E, come se non bastasse, fare ricorso o contestare la contravvenzione in questo periodo è più complicato del solito.

4. Rischio affollamento

Quando termineranno i rinvii delle revisioni probabilmente i Centri addetti a tal servizio si ritroveranno con un accavallamento dei periodi di scadenza, e, di conseguenza, con file e tempi di attesa maggiori.

Occorrerà che le autorità italiane preposte (Ministero dell’Interno e/o della Motorizzazione) chiariscano cosa accadrà in futuro. Ad esempio, tornerà a valere la naturale data di scadenza o bisognerà continuare a tenere come riferimento quella prorogata?

5. Occhio alla memoria!

Dopo esser stati gentilmente avvisati della scadenza della revisione auto dal Centro di fiducia, siamo davvero certi che tutti gli automobilisti si ricorderanno della fine della proroga a distanza di mesi? O piuttosto si tornerà al punto 3?

Per concludere, sorge spontanea una domanda: tenendo conto di tutti questi fattori, vale davvero la pena risparmiare sui costi irrisori della revisione? A voi la risposta.

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