Centro di Revisioni: 3 requisiti indispensabili per aprirne uno

revisioni auto

Aprire un nuovo Centro di Revisioni è sicuramente un’importante mossa imprenditoriale, poiché vuol dire investire in un settore la cui domanda nel mercato odierno è piuttosto alta. Difatti non vi sono ancora, soprattutto fuori città, abbastanza Centri dedicati esclusivamente alle revisioni, e molti automobilisti spesso si ritrovano con la revisione scaduta per giorni per non esser riusciti a farla in tempo.

Vediamo allora quali sono i 3 requisiti indispensabili da tenere in considerazione prima di alzare la saracinesca di un nuovo Centro di Revisioni.

1. Essere consapevoli dei costi

Come ogni attività che nasce, anche aprire un Centro di Revisioni comporta dei costi e bisogna ammettere che in questo caso essi non sono affatto indifferenti. Le spese maggiori, in particolare, riguardano:

  • l’acquisto dei macchinari omologati indispensabili (tra cui il PC Stazione e il PC Prenotazione, il banco prova freni con sistema di pesatura integrato, l’opacimetro, l’analizzatore di gas di scarico, il contagiri, il fonometro, il prova fari, il ponte sollevatore/la fossa d’ispezione, il sistema di riconoscimento targhe, la stazione barometrica, il banco prova giochi integrato sul ponte o in asse con la fossa d’ispezione)
  • l’affitto/acquisto di un locale (di almeno 120 mq), e il suo adeguamento strutturale.

Nel complesso si stima che l’esborso si aggira approssimativamente  attorno ai 50/60 mila euro.

2. Avere esperienza nel settore

Dato il costo dell’investimento è sempre bene non fare il passo più lungo della gamba. Evitare, dunque, di improvvisare per non rischiare di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Un centro di revisioni, infatti, è un’attività che, per avere successo, richiede non solo grande sacrificio e dedizione, ma anche tanta esperienza e conoscenza delle dinamiche del settore.

Inoltre, non guasta neppure avere un certo “fiuto strategico” sia per quanto riguarda la scelta della posizione del nuovo Centro di Revisioni sia per quanto concerne l’organizzazione dello spazio interno al locale (avere più spazio non vuol dire solo lavorare meglio ma darsi anche la possibilità di fare più clienti).  

3. Avere tutte le carte in regola

In ultimo non va assolutamente tralasciata la questione burocratica, il cui iter è piuttosto complesso. Per essere perfettamente in regola bisogna:

  • aprire una partita IVA all’Agenzia delle Entrate;
  • registrare la propria Impresa alla Camera di Commercio;
  • designare un Responsabile Tecnico, ovvero una figura che disponga delle certificazioni richieste dalle disposizioni territoriali per ricoprire quel ruolo all’interno dell’officina;
  • essere in possesso, presso la Camera di Commercio, delle 4 categorie di meccanica motoristica, carrozzeria, elettrauto, gommista;
  • munirsi delle autorizzazioni rilasciate dall’amministrazione provinciale di competenza, compilando un apposito modulo con allegati i documenti necessari e verificando, attraverso il sito del Ministero dei trasporti e della navigazione, che tutto sia a norma (secondo quanto previsto ad esempio dalla L.122/92 e smi, dell’art. 80 del CDS, e degli artt. 239-240 e 241 del DPR 495/1992).

Per concludere, si consiglia sempre di richiedere una consulenza specialistica in modo da effettuare ad esempio uno studio di fattibilità preliminare, valutare l’accesso a un finanziamento a fondo perduto, e così via.

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